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I saluti del nuovo presidente UCAI

I saluti del nuovo presidente UCAI

Elsa Evangelista

Considero un grandissimo privilegio essere stata eletta membro del Consiglio Direttivo e Presidente di questa importante Associazione. Sono consapevole che l’unico modo per ringraziare e ripagare tutti Voi della fiducia accordatami, è quello di mettere tutto il mio impegno al servizio dell’UCAI al fine di garantirne il buon andamento e l’ulteriore progresso. Il compito che attende me, il Consiglio Direttivo e tutti i Soci, non è dei più facili. Oggi, tutti assieme, siamo chiamati ad affrontare una sfida che ci vedrà e mi vedrà impegnata in prima linea al fine di riuscire a migliorare tutto quanto di buono è stato già fatto in termine di divulgazione, informazione del mondo delle Arti.

Ma ora, per i nuovi soci, in poche battute, vediamo quali sono le caratteristiche e le finalità di questa Associazione. L’Unione Cattolica Artisti Italiani (UCAI) nasce nel 1945 a Roma da un’idea di Paolo VI, che, dopo la guerra, non ancora Papa, invitò gli artisti (pittori, scultori, musicisti e poeti ad associarsi per contribuire attivamente alla ricostruzione morale del paese, per riattivare le coscienze, rieducare alla bellezza e al senso del trascendente”

L’UCAI che quest’anno compirà 78 anni, fin dal momento della nascita opera ispirandosi ai valori del cristianesimo. Nel quadro delle proprie finalità, organizza manifestazioni artistiche culturali, divulga la conoscenza e promuove la tutela del patrimonio artistico, ed è presente nei mezzi di comunicazione sociale. Allestisce mostre di pittura, grafica, scultura e fotografia, promuove concerti, manifestazioni letterarie, spettacoli teatrali, concorsi e altre attività culturali, come convegni di studio, tavole rotonde, dibattiti e incontri. Incoraggia iniziative a favore dei giovani e del dialogo interreligioso e guarda con singolare attenzione alla dignità della liturgia. L’UCAI è anche presente sul territorio nazionale con la sua rivista “Arte e Fede”.

Dal 1945 ad oggi, l’UCAI ha avuto importanti riconoscimenti da papi e vescovi, da uomini della cultura, della politica, da artisti, operatori di informazione, semplici cittadini, e sempre ha avuto al suo interno firme impegnate a testimoniare il Vangelo, nella consapevolezza che chi tende al bello, al buono e al vero raggiunge certamente Dio.

L’idea e le finalità di Paolo VI nel volere questa Associazione mi hanno particolarmente colpita, sono rimasta colpita soprattutto dalle seguenti parole, “dopo la guerra Paolo VI, non ancora Papa, invitò gli artisti (pittori, scultori, musicisti e poeti ad associarsi per contribuire attivamente alla ricostruzione morale del paese, per riattivare le coscienze, rieducare alla bellezza”.  

Le parole di Paolo VI sembrano parole attuali. È nostro compito, ancora oggi, contribuire alla rieducazione alla bellezza, che giorno dopo giorno, stiamo perdendo. Giovanni Paolo II nella Sua lettera agli Artisti dice “La bellezza è in un certo senso l’espressione visibile del bene, come il bene è la condizione metafisica della bellezza”.

Le nuove generazioni stanno perdendo quella sensibilità che viene proprio dalla conoscenza delle arti. Per non parlare del basso livello della musica da consumo che viene trasmessa ai giovani attraverso i mezzi di comunicazione quasi 24 ore su 24. A tal proposito, l’Arcivescovo di Napoli, Monsignor Domenico Battaglia, nella Sua lettera pastorale per la Quaresima 2023, ha evidenziato queste problematiche e ha invitato tutti a reagire, queste le Sue parole: “Sperare non è staccarsi dalla realtà presente, è avere i piedi ben piantati a terra, implicarsi e impegnarsi con coraggio, non cedere a logiche di potere e di sopruso, non cedere all’indifferenza o alla rassegnazione, fare un uso intelligente e costruttivo dei mezzi che oggi abbiamo a disposizione e che cambiano continuamente. I volti e le oggettive ferite dei giovani ci ricordano che c’è di più! Un di più che sa andare oltre le apparenze, i silenzi e le chiacchiere vuote, il nichilismo nascosto nei talk show in diretta o in differita.

C’è di più. Non è un ritmo che cerco di dare artificiosamente alla speranza, ma un invito, nella consapevolezza che qualcosa di più profondo e importante c’è. In un mondo che sembra irretito dai sogni di una tecnica incapace di tendere all’autentico sviluppo dell’uomo”. E noi, come UCAI, questo invito di Don Mimmo lo dobbiamo cogliere, l’autentico sviluppo dell’uomo avviene anche attraverso piccoli passi che verranno sviluppati attraverso le nostre iniziative. Questo è l’anno del 31° Sinodo, voluto dal nostro Arcivescovo, l’ultimo risale al 1983 e il desiderio del nostro Arcivescovo è quello di parlare chiaro attraverso un sinodo “aperto a tutti, uomini, donne, credenti e non. 

Nel percorso sinodale, l’Arcivescovo, nella Sua lettera pastorale del 2022, ci indica quattro fasi, sono stata particolarmente colpita da “Donna nel mondo per il mondo, nella Chiesa per la Chiesa”. Su questo tema l’UCAI di Napoli potrebbe sviluppare un importante convegno sul ruolo della donna nelle Arti. Nel corso dei secoli, le donne artiste sono sempre esistite, ma come fantasmi. La storia ci racconta di donne compositrici, di suore compositrici, come Isabella Leonarda, suora Orsolina del diciassettesimo secolo, che scrisse più di 200 composizioni, ma nulla si sapeva di questa compositrice, né si conoscevano le sue composizioni, solo recentemente sono venute alla luce.

Immagino mostre di pittura, di scultura sempre accompagnate dalla musica, perchè la musica è un’opera d’arte totale, quando si parla di musica si parla di tutte le arti. Wagner creava opere liriche da lui stesso curate in ogni singolo aspetto (musica, libretto, scenografie, regia teatrale). Ricordiamo che Leonardo era un buon musicista e come lui anche Tintoretto, Dominique Ingrese e Delacroix. La musica era però soprattutto compagna imprescindibile nei momenti di lavoro di questi artisti, un sottofondo cui si cercava di non rinunciare anche in un periodo in cui non esistevano registrazioni. Leonardo Da Vinci dipinse La Gioconda in un atelier riempito di musicisti per l’occasione, mentre si dice che Delacroix abbia affrescato la chiesa parigina di Saint-Sulpice con un organo in sottofondo.

Penso a un convegno su “La Musica nella Bibbia”

Il soggetto religioso è fra i più trattati dagli artisti di ogni epoca.

Non dovremmo mai dimenticare che la religione biblica attribuisce alla musica una grande importanza, questo si può vedere semplicemente dal fatto che la parola cantare (con termini connessi canto ecc.) è una delle più utilizzate nella Bibbia: nell’Antico Testamento il termine ricorre 309 volte, nel Nuovo Testamento 36. I grandi compositori, con la loro musica, ciascuno a suo modo, volevano glorificare Dio. G. S. Bach ha intitolato molte delle sue partiture con le lettere S.D.G.: “ Soli Deo Gloria” , a gloria di Dio solo. E Anton Bruckner poneva all’inizio le parole: “ Dem lieben Gott gewidmet” ( dedicato al buon Dio). Gioacchino Rossini compose  La Petite messe solennelle, ultima sua composizione assurta al rango di opera-testamento. Al riguardo, sulla partitura tenne a precisare:

«”Petite messe solennelle”, a quattro parti, con accompagnamento di due pianoforti, e di un armonium. Composta per la mia villeggiatura di Passy (nota: località presso Parigi). Dodici cantori di tre sessi, uomini, donne e castrati, saranno sufficienti per la sua esecuzione. Cioè otto per il coro, quattro per il solo, in totale di dodici cherubini: Dio mi perdoni l’accostamento che segue. Dodici sono anche gli Apostoli nel celebre affresco di Leonardo detto La Cena, chi lo crederebbe! Fra i tuoi discepoli ce ne sono alcuni che prendono delle note false! Signore, rassicurati, prometto che non ci saranno Giuda alla mia Cena e che i miei canteranno giusto e con amore le tue lodi e questa piccola composizione che è, purtroppo, l’ultimo peccato mortale della mia vecchiaia.» Dopo che il lavoro fu terminato, scriveva nel manoscritto in calce all’Agnus Dei: «Buon Dio, eccola terminata questa umile piccola Messa. È musica benedetta [sacra] quella che ho appena fatto, o è solo della benedetta musica? Ero nato per l’opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un poco di cuore, tutto qua. Sii dunque benedetto e concedimi il Paradiso.»

Ad Haendel, invece, dobbiamo un  impareggiabile inno di gioia: il grande Alleluia, che è il momento culminante del suo Messia, nel quale egli ha messo in musica promessa e compimento, la profezia del redentore che doveva venire e la vicenda storica di Gesù che ad essa corrisponde. Ma la capitale europea della musica, tra il XVII e XVIII sec. è stata Napoli. Importanti compositori di altissimo livello, tra cui Porpora, Pergolesi, Jommelli, Traetta, Scarlatti ecc. operavano nei quattro collegi di musica dando fondamento e corpo alla Scuola Napoletana, che diventò così una vera sorgente musicale per tutta l’Europa. Le numerose Cappelle, arciconfraternite e chiese sorte in questo periodo, unitamente alla nascita di nuovi palazzi nobiliari, divennero sedi prestigiose dove allievi e maestri si esibivano in concerti vocali, corali e strumentali.

Per concludere, la parola Sinodo deriva dal greco e significa camminare insieme, sono sicura che nell’anno sinodale noi cammineremo insieme per la realizzazione di quanto sopra esposto.

Nel ringraziarVi nuovamente per la fiducia, auguro a tutti buon lavoro.

IL  Presidente
UCAI sezione Napoli