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Messaggio di benvenuto ai giovani pittori della Sezione UCAI di Napoli .

Ragazzi, benvenuti.
E’ con grande gioia che oggi faccio la vostra conoscenza.
Vi guardo e vedo mani che hanno voglia di sporcarsi di colore, occhi che cercano qualcosa da dire senza usare le parole. Ed è proprio da qui che parto: perché la pittura e la musica fanno la stessa cosa da sempre.
Musica e pittura sono sorelle gemelle.
Da quando l’uomo dipingeva sulle pareti delle caverne, c’era anche un ritmo, un canto, un battito. Nel Rinascimento Leonardo suonava la lira mentre studiava la prospettiva. Nel ‘900 Kandinsky dipingeva “composizioni” come se fossero sinfonie, e diceva che ogni colore ha un suono.
Voi dipingete lo spazio, un musicista dipinge il tempo. Ma l’emozione che volete suscitare è la stessa: fermare un attimo, far sentire qualcosa che non si può spiegare. Un quadro può avere il ritmo di un allegro, un contrasto di luce e ombra che è puro contrappunto, un’armonia di colori che suona come un accordo.
Imparate a guardarla così l’arte: non come discipline separate, ma come linguaggi diversi per dire la stessa cosa. Andate a un concerto e chiedetevi “che colore ha questo brano?”. Mettete davanti a un vostro quadro un brano di Debussy o di un rapper napoletano e vedete cosa cambia. È un esercizio che apre la testa.
E una seconda cosa importante: siamo laici.
L’ UCAI nasce in un ambito cristiano, ma il nostro lavoro non è legato a una religione specifica, né deve esserlo. L’arte non ha bisogno di un permesso per parlare di bellezza, di dolore, di speranza, di ingiustizia, di amore, di silenzio.
Noi non facciamo “arte religiosa” per obbligo. Facciamo arte umana. E l’umano è il terreno comune a tutti: credenti, non credenti, in ricerca. Il vostro quadro può parlare a chiunque, proprio perché non impone un dogma, ma apre una domanda.
Questo è il valore della laicità nell’arte: la libertà di esplorare, di sbagliare, di contaminare, di dire la vostra verità senza doverla piegare a un messaggio prestabilito. Rispettiamo tutte le fedi, ma non siamo il braccio di nessuna. Siamo il braccio della creatività.
Quindi il mio invito è doppio:
Rubate alla musica. Studiate il ritmo, il silenzio, il contrasto. La pittura non vive solo di occhio, vive di orecchio interiore.
Siate liberi. Dipingete ciò che vi brucia dentro, senza paura di non essere “abbastanza sacri” o “abbastanza profani”. La forza dell’arte è proprio lì: nel dire qualcosa di vero, a modo vostro.
La sezione di Napoli ha bisogno di voi per questo. Non per fare quadri perfetti, ma per portare voci nuove, scomode se serve, belle sempre.
Ora prendete il pennello. E fate rumore.
Elsa Evangelista- Presidente UCAI Napoli
23 maggio 2026